L’ISOLA CHE NON C’E’

ENEIDE

Ero lì seduto ad ascoltare mio figlio che mi ripeteva l’Eneide, frutto della fantasia di Publio Virgilio Marone, un poeta latino che, non avendo niente di meglio da fare,  trascorreva il tempo a raccontare le gesta degli Dei cercando di farli sembrare più umani e vicino al suo tempo.     Mentre mio figlio ripeteva, nella mia testa si affollavano pensieri e seguivo quelle scene che rappresentavano lo specchio del mondo contemporaneo, una realtà virtuale governata da parole e promesse che servono solo alla risoluzione di questioni personali.
Popoli in guerra che cercavano di mantenere una terra o di conquistarne altre, comandati da Re, Dittatori, Generali, che avevano l’unico scopo di raggiungere la loro gloria a spese dei popoli.
Popoli che, tra l’altro, subiscono da sempre guerre e si impoveriscono sempre di più e se un tempo bastava uno scrittore per raccontare i fasti e le gesta di un popolo, immaginari, oggi la storia la raccontano coloro che manovrano la politica e la finanza, facendo immaginare un mondo migliore, per portare, però, benefici solo a pochi. E la storia si ripete, da sempre il popolo è l’alibi di una Nazione perché servono numeri per giustificare gli investimenti e leggi disegnate ad hoc per i più potenti.
Mio figlio termina di ripetere e mi chiede come va, ed io rientro dal mio “volo pindarico” e gli rispondo: “grande uomo, Virgilio, almeno lui parlava di valori e del grande amore di Didone che affranta per la partenza di Enea si toglie la vita”, e certi valori oggi hanno ceduto il posto alla cupidigia dei potenti, in una società virtuale dove tutto è il contrario di tutto.
Ma lui a scuola si sta formando con degli ideali puri che sono lo specchio della sua genuina personalità e speriamo, questo, possa influenzare le future generazioni, perché potrebbe un giorno accadere il miracolo che la sua anima genuina possa cambiare le sorti del mondo.
Anche se la vita di ogni giorno è proprio un’Odissea.

Mauro Musso


 

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