OTIUM NEGOTIUM E LO SPAZZOLONE

 

cropped-LOGO-KASSARO.jpgSecondo autorevoli scrittori latini quali Lucrezio, Cicerone, Sallustio, Catullo del I sec. a.C., l’otium ( per noi padre dei vizi) è la condizione per dedicarsi alle arti pure (poesia, filosofia, filologia, pittura, scultura) e allo studio del pensiero.
L’ “otium letterario” ,in particolar modo, è quello spazio autonomo e privato con cui gli intellettuali tentavano di evadere la realtà del tempo disimpegnandosi dalla sfera politica. In definitiva l’uomo di cultura non avvertiva più sopra di sé il peso condizionante di uno Stato che gli fissava delle direttive anche sul piano intellettuale svolgendo, altresì, un’attività culturale che poteva essere considerata sovversiva dai gruppi che gestiscono il potere.
Presso i latini, il vocabolo Otium (Ozio)  contrapposto al termine  Negotium (“nec- otium”, non Ozio),  stava a indicare l’insieme delle attività e delle occupazioni svolte per l’esercizio degli affari e degli interessi economici.
Fatta questa semplice, ma chiarificatrice premessa, vorrei riportare qui di seguito la risposta ad alcune  domande poste  al professor  Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte italiano, dal 1999 al 2010 direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, in pensione dal 2011. Al momento Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre.

Si dice che gli insegnanti abbiano troppe vacanze, che ne pensa?

Il lavoro intellettuale non si può quantificare o conteggiare. Tra i famosi “otium” e “negotium” non c’è soluzione di continuità. Un insegnante non deve essere valutato in base alle ore che fa di lezioni frontali. Chi le prepara? E il tempo che uno ci mette a prepararle chi lo conteggia?

 Eh, chi lo conteggia?

Nessuno lo può conteggiare, appunto. Ma si rende conto che col sistema assurdo dei crediti formativi all’università si pretende di conteggiare il tempo che ci vuole a imparare un certo libro? Magari un libro di cento pagine io lo posso imparare in due ore e lei in mezz’ora. Abbiamo un sistema di valutazione che mortifica la diversità tra gli esseri umani. Valutare in base alle ore presunte è una solenne sciocchezza. Questa è la vera perversione che sta facendo danni enormi, e ne farà sempre di più.

Vorrei terminare questa piccola riflessione con il racconto di un aneddoto leggendario che riguarda il lavoro di un insegnante di pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Venezia . Quando un allievo si trovava paralizzato di fronte alla tela bianca incapace non solo di produrre ma perfino di andare avanti in qualsiasi modo, terrorizzato dal nulla, dal vuoto, dal bianco, il maestro interveniva immergendo uno spazzolone nel colore e imprimendo un colpo violento sulla tela . L’allievo, invaso dal colore,  finalmente libero procedeva nel suo lavoro .Ecco  lo spazio che intercorre fra la lezione e la produzione, fra l’ideazione e la progettazione di una lezione, fra il nulla e la  realizzazione della tela , quel colpo dello spazzolone, apparentemente fuori dai programmi e dagli schemi , quel colpo non verificabile e quantificabile , quel colpo indispensabile  questo è l’otium creativo …a voi riflettere.

Marilena Muto


 

541 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *