LA VALUTAZIONE E I GIOVANI

KassaroDa qualche tempo con un incedere sempre più frequente alcune domande attraversano la mia mente ..dobbiamo davvero correre a scuola ? E verso dove ? Ma argomento oggi scottante più che mai cosa intendiamo per valutazione ? Chi e che cosa valutiamo ? Che valenza ha il tempo nella valutazione ? Un giorno ho osservato alcune attività in una classe terza di una scuola primaria. Il lavoro svolto dalla maestra si chiamava ” le parole dolci” . La maestra disegnava per terra un cerchio ogni settimana e, all’interno del cerchio, maestra e bambini mettevano cartoncini con su scritte parole dolci , parole da dire e poi da usare con le persone care, amici, parenti, animali e perfino elementi naturali…Sempre nella stessa classe la stessa maestra coinvolgeva i propri alunni in alcune attività da lei stessa chiamate “attività inutili” : ascoltare la pioggia, il vento, raccogliere sassi, lanciare palline di terra e semi con la fionda, sgranare legumi, intagliare bucce di agrumi. Ecco queste due esperienze ai miei occhi sono subito sembrate estremamente positive e concrete, ma mi chiedevo e mi chiedo ancora, quanto e come queste due attività possono essere valutate? Se per valutazione intendiamo ciò che viene fuori eseguendo  un semplice calcolo aritmetico, allora attività simili non potranno essere valutabili e, ai miei occhi, la scuola non avrà raggiunto il suo scopo. Se, invece, come credo si debba fare, la valutazione deve scaturire da un processo logico argomentativo che  consideri, fra gli aspetti della valutazione di un alunno, l’apprendimento, il rendimento scolastico e il comportamento, allora sì le “attività inutili ” hanno un loro bel risvolto …Ciò significa che nella valutazione di uno studente vanno incluse riflessioni sul suo percorso scolastico ( che è un insieme di progressi e regressi) , sulle potenzialità, sulle carenze, sugli sforzi compiuti e i miglioramenti da fare: non ritengo sia sbagliato scegliere di assegnare un voto derivante dalla media aritmetica di interrogazioni, compiti e verifiche ma non considero solo il voto numerico un indicatore sufficiente alla valutazione dello studente.
Se valutazione è riflettere sullo sforzo compiuto dall’alunno allora cercherò di valutare positivamente il tempo che il ragazzo è riuscito a stare senza utilizzare il cellulare ad ascoltare le voci della natura e valuterò anche la capacità di sapere gestire emozioni, come l’ira e la rabbia, troppo presenti negli adolescenti sostituendole  con un uso quotidiano di parole dolci atte a valorizzare il prossimo. Ora non dico certo che tali attività inutili debbano sostituire quelle considerate utili , non dico che l’ascolto della natura possa far recuperare determinate lacune in alcune discipline ma può di certo far recuperare il tempo e indirizzare il ragazzo prima e la scuola dopo verso una riforma che non sia il contrario di quanto previsto dalla legge 107 ma complementare in grado di affiancare ad una scuola digitale una scuola analogica:lenta e non competitiva .

  Marilena Muto


 

609 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *