ALCESTI E IL SACRIFICIO D’AMORE

ALCESTI E IL SACRIFICIO D’AMORE

Si può sacrificare la propria vita per amore? E’ ancora attuale, giustamente riproponibile, il sacrificio di amore o per amore ? E’ possibile credere in una donna come Alcesti l’unica che ha accettato di sacrificare la propria vita per il giovane re , l’unica che, per amore del marito, ha offerto la propria candidatura senza alcuna esitazione? Sicuramente stimolante e attuale è il mito di Alcesti : donne eroine pronte a tutto per l’amore del proprio uomo; donne che senza dubbio portano avanti valori indissolubili, ieri come oggi, valori reali e concreti che incarnano a costo di perdere tutto , la propria identità, il proprio essere e perfino il bene dei propri figli; oggi, nella società indifferente ed egoista del terzo millennio, che si alimenta del presente e della materialità, che tenta di eliminare con ogni mezzo, bandita da ogni facoltà sensoriale e perfino intellettiva, la presenza ingombrante e sgradita della morte, che persegue testardamente l’obiettivo di morire il più tardi possibile o, meglio, mai…è possibile vivere la figura di Alcesti ? Ma davvero si può credere per un solo istante che, a mente lucida, qualcuno accetti di scambiare, per amore, per dedizione e devozione , la sua vita con quella di un altro, giunta all’estremo limite? Morire purché un altro viva? E la società egoista , indifferente, spietata , immobile è stata rappresentata in Alcesti dal rifiuto di tutti e dall’incessante chiedere da parte di Admeto che ha cercato a lungo ed invano , tra amici e parenti, qualcuno che si offrisse di morire al suo posto , ma tutti hanno rifiutato, compreso l’anziano padre al quale rimanevano davvero pochi anni da vivere. Anzi il vecchio padre compie un discorso lucido e spietato ..”la vita è tua, io ti ho dato tutto, un’eredità, case, terreni, il resto non mi riguarda” . E non è forse ancora oggi indifferente la società, impassibile  di fronte all’aiuto spesso inascoltato di donne che compiono atti di amore, nel non denunciare estremi atti di violenza, nel credere di volere e dovere portare avanti ad ogni costo valori e credi divenuti inaccettabili se si sono trasformati in maltrattamenti e offese. Cosi ieri guardavo con occhio diverso il coraggio di questa splendida figura femminile ..oggi vedo un Admeto si sofferente, ma fermo nell’accettare passivamente che qualcuno muoia per lui ..emozionante il dialogo con i figli , emozionante la dedizione della donna e ammirevole il senso dell’ospitalità ad ogni costo come bene primo indissolubile…così voglio prendere come messaggio positivo, come inno alla vita , l’anomalia di quella che per definizione, essendo tragedia non dovrebbe comprendere un lieto fine …così alla luce degli ultimi nefasti e sacrileghi eventi che hanno interessato sempre più le donne vedendole e rendendole loro malgrado protagoniste ..spero che la società sia fatta sempre meno di donne come Alcesti, di uomini come Admeto, di padri come il vecchio anziano e che l’amore sia nato per vivere e non per morire

PS perdonate questo articolo: troppo forte ed indelebile il ricordo di Sara

                                                                                                                                                                                                                     Marilena Muto


 

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